Premana, prima dello sviluppo dell’artigianato che l’ha resa nota come “capitale delle forbici” viveva una quotidianità fatta di povere risorse e di duro lavoro, di ritmi lenti e naturali, di amore per la terra, di esperienza tramandata di padre in figlio: un patrimonio che non possiamo permetterci di perdere.

Far rinascere - anche solo per qualche giorno - l'atmosfera del passato, per questo piccolo borgo montano significa innanzitutto conoscere se stesso, ritrovando una parte della sua storia a cui oggi, talvolta, guarda con un po' di nostalgia.

Non c'è bisogno di scenografi o registi. Il paese stesso si mette in moto in un progetto di proporzioni straordinarie, un evento capace di motivare i giovani e valorizzare gli anziani, un'occasione irripetibile per conoscerne e apprezzarne il carattere singolare, e riscoprirne il fascino.

Ciò che rende eccezionale questa ricostruzione è la possibilità di far vivere il passato, in un ambiente che ancora ne conserva tante tracce, e il fatto che gli antichi mestieri proposti al visitatore non sono frutto di una ricerca filologica, ma riemergono dalla memoria viva di persone che di questi mestieri hanno vissuto, dalla naturale sapienza dei loro gesti, dalla maestria ereditata dai padri.

L'itinerario non interessa solo il centro storico con i suoi vicoli, le sue piazze, le sue case addossate, ma anche i nuclei rurali, i lööch, ancora perfettamente conservati. Il percorso diventa così un vero viaggio a ritroso nel tempo: si incontrano i contadini occupati nei lavori di campagna e nella cura del bestiame; si osservano personaggi dediti a mestieri scomparsi (carbonai, stagnini, minatori) e ad altre attività che credevamo dimenticate; si ritrovano le donne - così abili a filare, tessere, cucire - con i loro abiti tradizionali, le famiglie riunite a sera nelle stalle, gli antichi passatempi...

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